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Questo articolo è stato scritto il giorno 23 set 2020 da Redazione, e appartiene alle categorie: Iniziative ed eventi, News Sito Web AOU, Tutte le comunicazioni.

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Malattie infiammatorie croniche intestinali, il successo del servizio “Close to care”

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Attualmente sono circa 250.000 in Italia i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn, colite ulcerosa, colite indefinita – M.I.C.I.). Tali patologie sono croniche, insorgono in età giovanile e sono caratterizzate dall’alternanza di fasi di riacutizzazione e di remissione che condizionano la qualità della vita dei pazienti e spesso diventano malattie invalidanti. Pertanto, necessitano di un costante monitoraggio clinico-strumentale, di trattamenti farmacologici pressoché continui, spesso con farmaci immunosoppressori e biologici, e, in presenza di complicanze, del ricorso alla chirurgia. Spesso le MICI presentano manifestazioni extraintestinali (articolari, cutanee, oculari) che richiedono la presenza di un team multidisciplinare.

L’infezione da SARS-CoV-2 ha generato nuove esigenze nella gestione dei pazienti affetti da malattie croniche a fronte di un necessario spostamento delle risorse del sistema sanitario nazionale dirette alla lotta contro la pandemia. Il lockdown ha stravolto l’organizzazione ospedaliera vigente cancellando tutte le prenotazioni ambulatoriali e rendendo possibile solo ai casi più urgenti l’accesso ai servizi sanitari. Ciò ha determinato notevoli ripercussioni sulla gestione delle malattie croniche. Pertanto, tutti i sistemi di telemedicina sono stati significativamente implementati al fine di effettuare valutazioni cliniche in tempi brevi e garantire la possibilità di un contatto tra medico e paziente altrimenti difficile.

In questo contesto, si inserisce il servizio “Close to Care” nato nel 2012 presso la UOS di Terapie avanzate delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali come progetto finanziato, in via sperimentale, da un’azienda farmaceutica e che quest’anno l’attuale Direzione Generale dell’AOU Federico II ha strutturato a favore di oltre 4000 malati di MICI della Regione Campania e di pazienti extraregionali. “Close to care” è un servizio di Contact Center che serve sia a rispondere alle richieste di informazioni logistiche relative alle modalità delle prestazioni assistenziali che a facilitare il contatto in tempo reale con l’equipe medica per cercare di risolvere problematiche inerenti lo stato di malattia e la loro gestione diagnostica e terapeutica.

Durante la fase emergenziale, il contact center ha consentito ai pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali di non essere soli nella gestione della proprio patologia. L’assistenza ed il confronto con l’equipe medica è stata garantita anche durante il periodo, così delicato e complesso, del lockdown,  durante il quale per ragioni di sicurezza sono state sospese le attività assistenziali non indifferibili, ed ha permesso così ai pazienti di poter contare sempre sulla competenza dei nostri professionisti“, sottolinea il Direttore Generale, Anna Iervolino.

L’impatto del Contact Center sugli outcome clinici dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali è stato analizzato in un recente lavoro pubblicato sulla rivista internazionale Therapeutic Advances in Gastroenterology e coordinato dalla Prof.ssa Fabiana Castiglione, responsabile della UOS di Terapie avanzate delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.

Tale studio ha dimostrato che, nonostante le difficoltà logistiche legate alla pandemia, è stato possibile riorganizzare in tempi rapidi l’attività clinica in modo da garantire la continuità della cura ai pazienti affetti da M.I.C.I. assicurando visite e ricoveri urgenti, ed il prosieguo di tutte le  terapie, con particolare riferimento ai trattamenti con biologici, effettuate in regime di ospedalizzazione o ambulatoriale”, conclude la prof.ssa Castiglione

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