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Questo articolo è stato scritto il giorno 21 mag 2020 da Redazione, e appartiene alle categorie: News Sito Web AOU, Prevenzione e promozione della salute, Scienza e medicina, Studi, analisi e ricerche, Tutte le comunicazioni.

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Stress da pandemia: dalla Psichiatria e Psicologia della Federico II il primo studio al mondo sulle conseguenze dell’emergenza COVID-19 in persone con disturbi mentali

articolo scritto da Redazione

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Riconoscimento internazionale per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli: all’indomani del lockdown, che ha rallentato tutte le attività cliniche ordinarie e differibili non connesse alla cura di pazienti affetti da Coronavirus, il Servizio di Psichiatria e Psicologia diretto da Andrea de Bartolomeis, ha applicato con grande efficienza nuovi percorsi assistenziali ed una complessa organizzazione dei servizi, per garantire standard d’eccellenza nella cura di pazienti con disturbi mentali.

E’ stato rapidamente attivato un Ambulatorio Virtuale di Psichiatria e Psicologia, attraverso il quale il personale strutturato, con il coinvolgimento degli specializzandi in Psichiatria della Federico II, è riuscito a garantire il follow up a distanza di tutti gli utenti con problematiche psichiatriche severe già in carico, in maniera tale da monitorare attraverso la telemedicina in maniera continuativa le condizioni di salute mentale di questi soggetti e di poter intervenire qualora si rendesse necessario un ricovero d’urgenza.

Attraverso l’Ambulatorio Virtuale di Psichiatria e Psicologia è stato inoltre possibile studiare le conseguenze dello stress da pandemia e da lockdown in 205 pazienti con patologie psichiatriche severe (oltre che in 51 caregiver e in 205 soggetti di controllo), generando il primo studio al mondo sulle conseguenze psicopatologiche correlate allo stress da pandemia da COVID-19 in individui affetti da disturbi mentali severi pubblicato sulla prestigiosa rivista Psychological Medicine, con primo autore Felice Iasevoli, professore di Psichiatria dell’Università Federico II di Napoli.

Lo studio ha evidenziato come le persone affette da disturbi mentali manifestino un disagio correlato alla pandemia molto più grave rispetto alla popolazione generale, presentando livelli più elevati di stress percepito, di ansia generalizzata e di sintomi depressivi rispetto alla popolazione generale, con un rischio notevolmente maggiore di sviluppare una sintomatologia ansiosa e depressiva di grado severo.  La concomitante presenza di altre patologie mediche e di insicurezza economica contribuiscono a generare un maggiore stato di tensione e di sofferenza anche in questa tipologia di pazienti.

I dati prodotti impongono una riflessione nell’organizzazione dei servizi di salute mentale nel contesto della pandemia da  COVID-19, per rispondere in maniera efficace alle esigenze di persone fragili  che più di altre potrebbero avere difficoltà a trovare spazi di attenzione con il perdurare dell’emergenza: “Questo studio e il suo riconoscimento a livello internazionale rappresenta l’esempio delle sinergie virtuose tra le varie componenti dell’Azienda e della sua vocazione alla presa in carico delle fragilità, all’assistenza, alla didattica e alla ricerca, in un momento storico in cui l’emergenza legata al Coronavirus condiziona il panorama sanitario” ha dichiarato il direttore generale Anna Iervolino.

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