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Questo articolo è stato scritto il giorno 06 mag 2020 da Annamaria Staiano, e appartiene alle categorie: Medicina Generale e del Territorio, News Sito Web AOU, Prevenzione e promozione della salute, Scienza e medicina, Tutte le comunicazioni.

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Bambini e malattie croniche, l’emergenza Coronavirus non ferma l’attività del DAI Materno-Infantile

articolo scritto da Annamaria Staiano

foto2Anche durante l’emergenza coronavirus è necessario continuare a garantire un’adeguata assistenza ai bambini con patologie croniche complesse: ad esempio, i bambini con Fibrosi Cistica, con severe immunodeficienze, con malattie infiammatorie croniche intestinali, con malattie rare genetico-metaboliche, con disordini psichiatrici, con diabete e endocrinopatie e via dicendo.

Le patologie croniche, purtroppo, sono sempre più numerose anche in età pediatrica e determinano un alto impatto sul paziente e sul sistema sanitario, persistendo per tutta la vita con periodi di remissione e periodi di riacutizzazione clinica. Per prevenire le riacutizzazioni, e quindi migliorare la qualità di vita di questi bambini e delle loro famiglie, occorrono controlli periodici e terapie specifiche.In altre parole, il malato ‘cronico’ è anche ‘complesso’, ed è in equilibrio precario perché suscettibile di periodici scompensi.

Il DAI Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II è centro d’eccellenza per numerose patologie croniche, con ben 11 Centri di Riferimento Regionale per specifiche patologie pediatriche, che riconoscono l’elevata professionalità dell’assistenza complessa a questi bambini ‘fragili’. Solo lo scorso anno sono stati effettuati circa 1800 ricoveri ordinari, 1500 ricoveri urgenti e più di 5000 Day Hospital specialistici, erogati sia a bambini provenienti dalla Campania che a bambini provenienti dalle regioni limitrofe, tenendo conto anche dell’attività della terapia intensiva neonatale, della chirurgia e dell’endoscopia digestiva pediatrica.

In questo particolare momento i bambini con malattie croniche potrebbero ricevere cure non adeguate o tardive perché le famiglie, per paura di contrarre il COVID-19 in ospedale, tendono ad evitare il ricovero che, in caso di riacutizzazione, deve essere tempestivo per scongiurare gravi conseguenze che inevitabilmente prevediamo di registrare. Non portare i bambini con patologie croniche in ospedale per la paura del virus sarebbe un grave errore. E non vanno sottovalutati i sintomi spia che richiedono una tempestiva valutazione da parte del vostro medico per evitare gravi conseguenze.

Per questo i genitori possono e devono rivolgersi con fiducia alle strutture di riferimento dell’AOU. Il presupposto per garantire la buona pratica clinica ai malati cronici complessi è rappresentato da un alto livello di attenzione clinica, da interventi sanitari super-specialistici e dalla multidisciplinarità, che sono assicurati dai nostri Centri di Riferimento. per questo, nonostante la contingenza, la struttura federiciana continua ad essere in prima linea per la gestione di questi bambini, non solo nelle urgenze, ma anche e soprattutto nell’attività ordinaria.

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