Area Comunicazione

Web Magazine dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "Federico II"

Informazioni

Questo articolo è stato scritto il giorno 14 feb 2020 da Claudio Pellecchia, e appartiene alle categorie: Iniziative ed eventi, Medicina Generale e del Territorio, News Sito Web AOU, Nuove tecnologie e new media, Prevenzione e promozione della salute, Scienza e medicina, Studi, analisi e ricerche, Tutte le comunicazioni.

Funzioni di accesso

Collegati
Registrati
torna alla Home

Fratture da fragilità, a Napoli l’evento dedicato alla costituzione di una rete istituzionale regionale

articolo scritto da Claudio Pellecchia

ImmagineSi terrà lunedì 17 febbraio, a partire dalle ore 10.45, presso la Sede della Regione Campania del Centro Direzionale di Napoli, l’evento dedicato al progetto “Frattura da fragilità: prevenzione, gestione e presa in carico del paziente”.

L’evento, organizzato in due sessioni, nasce dall’esigenza degli operatori sanitari di promuovere un percorso formativo e di affiancamento ai professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente che ha subito una frattura da fragilità. L’obiettivo è garantire un’ottimale gestione della problematica, costruendo e attuando un modello organizzativo e gestionale di presa in carico e follow-up del paziente fragile, che sia poi recepito dagli interlocutori istituzionali.

Messo a punto dopo un lungo lavoro di ricerca, confronto ed elaborazione, il modello costituisce decisamente una novità a livello nazionale e nasce dall’esigenza di tutelare la salute nell’ottica della prevenzione, consentendo l’individuazione tempestiva e il più efficace triage dei pazienti con fragilità ossea.

Patologia tanto diffusa quanto subdola, la fragilità ossea si sviluppa in completa assenza di sintomi e senza provocare dolore, provocando fratture per effetto di un indebolimento diffuso e generalizzato dell’apparato scheletrico. Spesso le ossa diventano talmente fragili che è sufficiente un banale colpo di tosse a determinare la frattura delle costole o il semplice restare a lungo in piedi per causare la rottura del femore. Evidenti i costi, in termini sanitari ma soprattutto di salute e qualità della vita, in particolare se si considera che ad essere colpiti sono quasi una donna su tre dopo la menopausa ed un uomo su quattro dopo i 50 anni, nella maggior parte dei casi completamente inconsapevoli di essere affetti da fragilità ossea. Da qui l’elaborazione dell’innovativo modello diagnostico, terapeutico ed assistenziale  che, attraverso specifici indicatori di rischio,  consente non solo di intercettare ma anche di prendere in carico e seguire in ogni fase, sul nostro territorio, i pazienti  con fragilità ossea, a rischio di fratture multiple e ripetute, avviandoli al miglior percorso terapeutico e riabilitativo e alla prevenzione delle recidive.

Destinatari delle linee guida saranno quindi non solo gli ortopedici del Pronto Soccorso – i primi ad interagire con i pazienti che accusano fratture – ma anche reumatologi, endocrinologi, geriatri, internisti, nefrologi, ginecologi, medici di Medicina Generale, fisiatri e farmacisti. Il documento, consegnato ai vertici regionali, costituirà la base per la predisposizione di uno specifico atto d’indirizzo.

Tra i professionisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria che interverranno a portare il proprio contributo ci saranno: Maria Triassi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Farmacoutilizzazione e Dermatologia, Giuseppe Bifulco, Direttore dell’UOC di Ginecologia e Ostetricia, Rosa Carrano, Dirigente medico di Nefrologia, Annamaria Colao, Direttore dell’UOC di Endocrinologia, Mario Delfino, Professore di Dermatologia nonché consigliere dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Antonio Del Puente, Professore di Reumatologia.

Per ulteriori informazioni, scarica la locandina.

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento

Articoli recenti

Commenti recenti