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Questo articolo è stato scritto il giorno 10 nov 2017 da Claudio Pellecchia, e appartiene alle categorie: Senza categoria.

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“Ninna ho”, rinnovati sito e logo del progetto per la tutela dell’infanzia abbandonata

articolo scritto da Claudio Pellecchia

Logo nuovoRinnovato nella grafica e nei contenuti il sito “ninna ho, dedicato al primo progetto nazionale, nato nel 2008, su iniziativa della Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus e del Network KPMG in Italia, con il patrocinio del Ministero della Salute e della Società Italiana di Neonatologia (SIN), per la tutela dell’infanzia abbandonata e in aiuto alle madri che per difficoltà psicologica, sociale o economica non sono in grado di potersi prendere cura del neonato.

La nuova piattaforma, declinata in italiano e inglese, si inserisce in una strategia di comunicazione “user-friendly”, che intende offrire completezza di informazioni, facilità di navigazione e un layout moderno che opera una sintesi delle diverse anime del progetto, a partire dal nuovo logo che nel claim “safe mother, safe child” condensa, con estrema chiarezza, il messaggio che “ninna ho” vuole diffondere a tutte le donne: un messaggio che amplifica la vigente Normativa italiana (DPR 396/2000) che consente alle future mamme, italiane o straniere in grave difficoltà, di poter partorire in anonimato e sicurezza, per la propria salute e per quella del nascituro, presso tutte le strutture ospedaliere pubbliche, con assistenza sanitaria qualificata e senza essere giudicate.

Sul nuovo sito, è possibile consultare e approfondire i contenuti relativi alle opportunità che la Legge offre in merito al parto anonimo nelle strutture ospedaliere, attraverso la campagna di sensibilizzazione “ninna ho” che si avvale di vari strumenti, tra cui: opuscoli informativi in 6 lingue diverse (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo, cinese), poster e locandine periodicamente distribuiti presso strutture e luoghi nei quali è presumibile possano essere letti dalle madri in difficoltà, ma anche video, spot-radio, stampa nazionale, locale e social media.

Inoltre, “ninna ho”, attraverso l’installazione di culle termiche posizionate in un luogo facilmente raggiungibile e defilato di alcuni ospedali, intende offrire un’alternativa alle madri che, per gravi motivi, arrivano alla dolorosa decisione di separarsi dal proprio bambino. In tal senso, quindi, le culle rappresentano un aiuto e una speranza per scongiurare gesti disperati, come l’abbandono per strada e nei cassonetti, e salvare le vite umane più deboli e indifese, come quelle dei neonati.

Sul sito è possibile consultare la mappa delle strutture ospedaliere provviste della culla termica. Ad oggi le culle “ninna ho” sono state donate all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, all’Ospedale del Ponte di Varese, all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Azienda Ospedaliera di Padova e all’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze, mentre, la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e il Policlinico Casilino di Roma, aderiscono al network degli ospedali “ninna ho” per campagna informativa, in quanto già dotati della propria culla termica.

Per ulteriori informazioni scarica l’opuscolo informativo.

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