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Questo articolo è stato scritto il giorno 07 giu 2017 da Claudio Pellecchia, e appartiene alle categorie: Iniziative ed eventi, News Sito Web AOU, Prevenzione e promozione della salute, Scienza e medicina, Studi, analisi e ricerche, Tutte le comunicazioni.

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Neurochirurgia, ratificato l’accordo tra l’Università Federico II e il Beijing Institute

articolo scritto da Claudio Pellecchia

WP_20170519_14_46_18_ProAvrà una durata quinquennale la collaborazione Italia – Cina tra la Divisione di Neurochirurgia dell’Università Federico II di Napoli diretta da Paolo Cappabianca ed il Beijing Institute diretto da Yazhuo Zhang, il tutto avallato e ratificato in una riunione del Dipartimento Universitario di Neuroscienze e Scienze Riproduttive ed Odontostomatologiche, diretto da Lucio Santoro.

La sottoscrizione di tale accordo è stata effettuata a Pechino da Luigi Cavallo, ricercatore dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II, nel corso del recente congresso dal titolo “20 years of Endoscopic Endonasal Surgery – history, ideas and friends on the gulf of Naples”, che ha visto la partecipazione di numerose personalità neurochirurgiche provenienti dai cinque continenti.

La collaborazione Italia-Cina prevede lo scambio di specializzandi e di docenti tra le due Divisioni Neurochirurgiche, finalizzato alla formazione professionale nel campo della neuroendoscopia delle future generazioni di neurochirurghi, a spese delle Istituzioni cinesi. Nei mesi scorsi, la visita del Zhao Peng, della Divisione di Neurochirurgia del Beijing Institute, ha rappresentato un momento di confronto con una realtà neurochirurgica probabilmente unica al mondo, con 250 posti letto, 20 sale operatorie dedicate alla neurochirurgia ed oltre 9000 interventi neurochirurgici all’anno. «La Cina sta attraversando un periodo storico di profondi cambiamenti socio-economici e la realizzazione di numerosi accordi con il mondo occidentale testimonia la volontà di cooperazione di un paese in perenne equilibrio tra tradizione ed innovazione. Noi siamo contenti, in questo frangente, di contribuire al processo di internalizzazione del nostro ateneo federiciano, in una posizione di leadership culturale e formativa», sottolinea il professore Cappabianca.

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